Parla Seychelle Gabriel

Seychelle Gabriel, che interpreta nel film Sand Saref da giovane, ha rilasciato una bella intervista, in cui racconta la costruzione del personaggio, la difficoltà di girare un film con lo schermo verde e l’esperienza con un regista come Frank Miller.

Fonte: Comicus

Ti è stato suggerito di leggere il fumetto di The Spirit per capire ed entrare nelle atmosfere che avrebbero dovuto essere rese?
Farò solo una leggera correzione alla tua domanda: “che saranno rese”. Mi hanno suggerito di farlo, e io ho fatto qualche studio. La cosa che più mi ha aiutata a comprendere il fumetto è stato parlare con Frank Miller. Prima della lettura completa dello script da parte del cast, Frank ha chiesto a Johnny (Simmons, Denny Colt da giovane, ndr) e me di andare un po’ prima, in modo che noi tre potessimo parlare dei nostri personaggi e della storia che stavamo per raccontare. Ci ha spiegato – a noi e dopo a tutto il cast – la storia del fumetto, il modo di Will Eisner di intendere Central City, e cosa tutto ciò riguardasse. Sul set, ho anche ricevuto un paio di ristampe!

Qual è il rapporto tra Sand Saref e Danny Colt nelle scene “giovanili” girate da te?
Siamo ragazzini a cui piace correre per Central City e fare qualunque cosa si sentano di fare. Sand stuzzica Denny, ma sono migliori amici, e la loro amicizia cresce in una divertente avventura romantica. Ma accade qualcosa di tragico che li separa per sempre – beh, finché Spirit ha un flashback e si mette a inseguirla per un crimine – portandoli a seguire due cammini di vita completamente differenti.

Hai parlato con Eva Mendes per capire come rendere il personaggio, anche in base alla sua interpretazione, o piuttosto ti è stata lasciata totale libertà?
Ho parlato con lei, ed è stata molto simpatica con me. Non abbiamo parlato molto del suo personaggio, perché Sand come teenager è una persona molto diversa da ciò che diventa in seguito nella sua vita. Molto presto le succede qualcosa che la porta a una vita di furto e lusso, una vita molto diversa dal suo passato, durante la lettura, ho avuto la possibilità di sentire come Eva aveva reso Sand – come una fiera, e comunque affabile, femme fatale – e anche quello mi ha aiutata a creare una connessione tra la mia Sand e la sua. Anche Frank Miller mi ha aiutata ad immergermi nel personaggio e a trovare ciò che lei sta nascondendo sotto la sua pelle. Ma allo stesso tempo ho avuto la mia libertà di esplorare Sand per conto mio.

Come si svolgevano le riprese? Com’è lavorare davanti al green screen? E che emozioni dà poi rivedersi proiettata in un mondo che in origine non c’era?
Le riprese hanno avuto luogo in un teatro di posa in New Mexico, con colossali pareti a schermo verde innalzate ovunque. Lavorare di fronte a uno schermo verde è stata una vera sfida per me, perché richiede davvero un sacco di immaginazione. Devi creare un mondo intorno a te, e prendere confidenza con quel mondo allo stesso modo in cui qualsiasi altro attore prenderebbe confidenza con il suo set. Vedere me stessa nel film con tutti gli effetti ultimati è stato molto strano, ma allo stesso tempo molto soddisfacente, perché capisci che hai creato quella cosa solo con il potere della tua mente.

Come è stato lavorare con Frank Miller? Sei riuscita a intuire se il suo approccio alla regia avesse qualcosa di “fumettistico”?
Ho adorato lavorare con Frank nella maniera più assoluta. Ci ha guidato attraverso le scene come se le stesse vivendo con noi. Lavorando con gli schermi verdi, era difficile figurarsi come Central City sarebbe apparsa, e così Frank è diventato il nutrimento per la nostra immaginazione e una sorgente per il mondo che stavamo provando a cogliere. Il suo approccio alla regia è tutto ispirato al mondo del fumetto. Ha disegnato gli storyboard per il film, e sapeva ciò che voleva. Sentiva la storia, e ci ha ispirati a rischiare seriamente con i nostri personaggi… Sono grata di aver potuto lavorare con lui e Deborah (Del Prete, produttrice della pellicola, ndr) e tutti gli altri!

Pur essendo uno dei tuoi primissimi film, “The Spirit” è una produzione molto importante, con alcuni dei più grandi attori attivi a Hollywood. Per di più, il tuo ruolo avrà una certa rilevanza. Come hai vissuto questa cosa?
Sono stata onorata di essere parte di questo grande film, e l’ho preso a cuore. Questa è la mia prima grande produzione, e naturalmente questo fatto mi ha resa molto nervosa per la mia performance. Ho solo provato a dare il meglio di me nel comprendere Sand, e nel cogliere i consigli di Frank. Preparandomi per il ruolo a casa, ho appeso un braccialetto Lucite allo specchietto retrovisore della mia macchina, sperando che ogni tanto i raggi del sole lo colpissero, e io potessi catturare qualcosa della bellezza che Sand vede nei gioielli. Soprattutto, mi sono divertita, ho lavorato duro, e ho sperato per il meglio.

3 Risposte to “Parla Seychelle Gabriel”

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